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Scarpe antinfortunistiche: Cura e attenzioni

Scarpe antinfortunistiche: Cura e attenzioni

Ecco una breve guida sulla cura e le attenzioni da dedicare alle proprie scarpe antinfortunistiche, affinché le vostre scarpe da lavoro siano sempre al top. Infatti le scarpe antinfortunistiche rappresentano per importanza il primo dispositivo di protezione individuale, dunque hanno un ruolo fondamentale nella sicurezza dei lavoratori.

L'ambiente di lavoro, il fango, i prodotti chimici o gli agenti corrosivi nonché le condizioni stesse del luogo di lavoro sono fattori determinanti per l’efficienza tecnica delle calzature. Per tale motivo è fondamentale prendersi cura delle proprie scarpe. Garantendo la loro efficienza e la propria sicurezza.

Come prendersi cura delle proprie scarpe antinfortunistiche?

  1.  Innanzi tutto è importante effettuare una pulizia periodica .Mantenendo monitorato lo stato di usura delle scarpe da lavoro.
  2. Non utilizzare durante la pulizia prodotti aggressivi. Soprattutto pulire con delicatezza nonché rimuovere quotidianamente polvere e fango.
  3. Estendere la pulizia delicata anche alle suole, rimuovendo sassolini che si incastrano nei solchi. Questi infatti possono causare una progressiva erosione. Pulire anche le fessure intorno alle suole, utilizzando un vecchio spazzolino.
  4. Mai far asciugare le scarpe vicino a fonti di calore o sotto i raggi diretti del sole. Ciò evita di far seccare le scarpe così da non creare crepe.
  5. Un'ottima idea è quella di avere sempre un paio di scarpe antinfortunistiche di riserva. Infatti il secondo paio consente il cambio, riducendo i problemi legati alla sudorazione. In questo modo le prime di calzature hanno il tempo di asciugarsi dal sudore.
  6.  Al cambio delle calzature è fondamentale estrarre le solette per far prendere loro aria. Ovviamente lontano da fonti di calore.
  7. E' opportuno inoltre, prima di sfilare la scarpa, slacciare sempre i lacci e le chiusure a strappo, Preferibilmente magari utilizzando un calza scarpe, Infatti ciò alleggerisce considerevolmente il carico sul contrafforte della scarpa e ne evita la deformazione precoce.
  8. Infine se ha la necessità di ammorbidire la pelle, è opportuno applicare con del cotone idrofilo imbevuto di latte detergente e strofinando leggermente e delicatamente la superficie. Successivamente lasciare asciugare e spazzolare la toma.

Dettagli sulla pulizia:

La pulizia della scarpa è fondamentale, perciò ecco come bisogna detergere le proprie scarpe antinfortunistiche.

  • Per rimuovere le macchie più facili, basta utilizzare una spugna bagnata con dell'acqua calda. Mentre per eliminare lo sporco più difficile, si può utilizzare un panno morbido con piccole dosi dell'aceto bianco.
  • Se possiedi delle calzature scamosciate, bisognerà assolutamente non usare panni bagnati. Dunque sarà opportuno utilizzare solo spazzole con le setole in gomma non troppo rigide. Mentre in caso di macchie difficili si utilizza una gomma per cancellare sfregando sulla parte interessata.
  • Nel caso questi due metodi non funzionano si potrà allora utilizzare alcune gocce di aceto strofinando delicatamente con un panno di spugna.
  • Se si tratta di detersione di macchie d'olio, si dovrà utilizzare del cotone idrofilo imbevuto di latte intero. E soprattutto evitare ’utilizzo di detergenti aggressivi per rimuovere lo sporco o le macchie.
  • Infine non lavare le scarpe antinfortunistiche in lavatrice, a meno che questo non sia chiaramente specificata questa possibilità.

Dunque una attenta cura delle scarpe antinfortunistiche è di fondamentale importanza poiché non si tratta di una semplice questione estetica, ma di una questione di sicurezza e di efficacia di questo dispositivo di protezione individuale.

NB: Se usi le scarpe da lavoro in ambienti difficili o umidi, usa un grasso per scarpe/pelle: si conserveranno a lungo flessibili e impermeabili. Per tale motivo ingrassale regolarmente, soprattutto nei mesi invernali, quando le scarpe sono esposte a neve e fango.

In conclusione utilizza le tue scarpe con regolarità. I prodotti realizzati con il PU, come le calzature di U-Power, hanno la caratteristica di essere leggeri, durevoli, ammortizzanti e molto comodi ma questo materiale invecchia nel tempo e il processo di degenerazione accelera in caso di inutilizzo.

Le scarpe antinfortunistiche rappresentano la prima sicurezza del lavoratore, sono a tutti gli effetti uni dispositivo di protezione individuale. Dunque scegli la tua  scarpa perfetta e abbi cura della stessa.

Vari modelli disponibili nel negozio on-line di Rota Commerciale.

* articolo tratto da una guida informativa di U-Power

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Scarpe U-Power official sponsor Atalanta.

Scarpe U-Power official sponsor Atalanta

Scarpe U-Power official sponsor Atalanta.

Nasce Dea la scarpa antinfortunistica di Atalanta e U-Power.

Scarpe U-Power official sponsor Atalanta.

A partire dalla stagione 2018/2019 U-POWER è diventato ufficialmente Official sponsor dell’Atalanta. Questo accordo è nato  in un solo incontro, scaturito da una totale sintonia il Team Bergamasco e il suo presidente Percassi, ed i vertici dell'azienda U-Power. Infatti sono molte le caratteristiche che accomunano la squadra bergamasca e l'azienda. Prima di tutto la storia delle rispettive Società fino allo spirito di innovazione e determinazione. Il marchio U-Power infatti a partire dalla stagione 2018/2019 è presente sulle magliette della squadra. 

Ed è proprio  in quest'ottica di partnership che U-Power ha lanciato sul mercato Dea, una scarpa antinfortunistica dedicata proprio al team bergamasco Atalanta.

Questa calzatura antinfortunistica riconferma tutte le caratteristiche di qualità che contraddistinguono la linea RedLion®. Dea è una calzatura leggera, concepita per un comfort prolungato. Inoltre Dea possiede la tomaia in nylon ultra e morbida pelle scamosciata che riprendono i colori della squadra nero/blu.

Atalanta e U-Power, insieme per dare il meglio. Sempre!

La scarpa antinfortunistica Dea di U-Power e Atalanta è disponibile on line e nel punto vendita Rota Commerciale - ferramenta e antinfortunistica di Ponte San Pietro.

 

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antinfortunistica sicurezza sul lavoro

10 regole dei dispositivi di protezione individuale

Le 10 regole per il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale

Il dispositivi di protezione individuale sono ovviamente la strumentazione più qualificata per la prevenzione di infortuni sul lavoro. Essi garantiscono la sicurezza dell'operatore solo se utilizzati in modo corretto. Soprattutto per quanto riguarda il dpi relativa ai sistemi anticaduta il responsabile preposto dovrà analizzare la situazione di lavoro e considerare:

  1. La possibilità di svolgere il lavoro senza pericolo di caduta.
  2. La dimensione massima del campo di lavoro di ogni lavoratore.
  3. La possibilità di ridurre tale campo di lavoro impiegando le diverse tecniche.
  4. L’esistenza di idonei punti d’ancoraggio.
  5. La distanza tra il punto d’ancoraggio e il campo di lavoro di ogni operatore.
  6. Valutare il tipo di collegamento e il tipo imbracatura da utilizzare.
  7. Fornire agli operatori la corretta informazione sull’uso dei sistemi anticaduta.
  8. Utilizzare un DPI personale per ogni lavoratore.
  9. Valutare il tipo di DPI da utilizzare per ogni situazione.
  10. Controllare che i DPI vengano utilizzati nel modo corretto e verificarli prima e dopo ogni utilizzo.

La revisione dei dispositivi di protezione individuale

La normativa europea UNI EN 365/2005 stabilisce che tutti i DPI devono essere obbligatoriamente revisionati ogni anno dalla data del primo utilizzo. La revisione dovrà essere effettuata compilando l’apposito libretto- scheda di controllo contenuta nella confezione.

E' importante sottolineare che la revisione deve essere eseguita dal produttore o ente autorizzato. Infatti l’utilizzatore all’atto della messa in uso dovrà riportare su tale scheda la data, il nome  e il numero di serie.

Infatti i dispositivi di protezione individuale dopo 5 anni dalla messa in uso non sono più utilizzabili anche se appaiono in buone condizioni.  Dunque l’utilizzatore valuterà annualmente, anche in base alle possibilità economiche, se far revisionare i dispositivi o sostituirli con dei nuovi.

Ad ogni modo la revisione annuale ha un costo di circa €30 + spese trasporto+ varie formalità, senza considerare i tempi di attesa e il rischio di sostenere tutte queste spese per un dispositivo non più revisionabile.

Ovviamente qualora un DPI entrasse in funzione non sarà più utilizzabile e dovrà essere sostituito con uno nuovo.

Infine l’unico dispositivo anticaduta che non necessita di revisione specializzata è il dispositivo retrattile con arrotolatore m 10, che dovrà essere ispezionato dall’utilizzatore. Quest'ultimo dovrà compilare il libretto allegato e qualora uno dei requisiti fosse negativo il dispositivo non sarà più utilizzabile.

 

Presso i punti vendita Rota Commerciale di Ponte San Pietro e Brembate di Sopra, troverete tutto l’occorrente per la sicurezza sul cantiere nonché sui dispositivi di protezione individuale.

 

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Sistemi anticaduta. I dpi essenziali: Il punto d'ancoraggio

Sistemi anticaduta e i DPI essenziali: il punto d'ancoraggio.

In questo articolo, tratteremo in particolar modo dei DPI essenziali (dispositivi di protezione individuale) che formano un corretto sistema anticaduta. In particolar modo dei punti d'ancoraggio.

E' importante ricordare che con il termine sistemi di anticaduta, si intende l’unione di 3 DPI,  in quanto un dispositivo di protezione individuale,  preso singolarmente, non è in  grado di fornire tale protezione.

Soprattutto essenziali in un sistema di anticaduta sono:

1. Il punto d’ancoraggio con resistenza pari almeno a 10 kN (circa 1000 Kg)

2. Il collegamento tra ancoraggio e imbracatura.

3. L' imbracatura idonea.

Il punto d'ancoraggio

Secondo la definizione tratta dalla direttiva europea UNI EN 795, il punto d’ancoraggio è l’elemento al quale un DPI  di un sistema anticaduta può essere applicato.

La stessa normativa inoltre definendo i punti d'ancoraggio, ne prevede la distinzione in due categorie: fissi e mobili.

Un punto ancoraggio fisso, non viene considerato un DPI, per tale motivo in questo caso non è prevista la marcatura CE. Questi modelli però, per essere a norma, devono possedere una capacità di resistenza minima di 10 kN (circa 1000 Kg).

Al contrario, sono considerati dispositivi di protezione individuale gli ancoraggi mobili. Ovviamente quest'ultimo dovranno possedere la marcatura CE.

Ad esempio un tripode essendo portatile è considerato DPI mentre non lo è un tassello installato e fisso nel muro.

Le 5 classi dei punti d'ancoraggio

Inoltre è opportuno specificare  che i punti di ancoraggio si possono dividere in varie classi.

Vi sono gli ancoraggi strutturali da fissare su pareti, colonne, architravi ecc., che appartengono alla classe A1. Vi sono poi, gli ancoraggi strutturali da fissare a tetti inclinati che compongono la classe A2.

Nella classe B vi sono gli ancoraggi provvisori mobili, come il tripode; mentre nella classe E gli ancoraggi a corpo morto, ad esempio il blocco in cemento.

Infine appartengono alla classe C i dispositivi di ancoraggio che utilizzano linee di ancoraggio  flessibili orizzontali, così come fanno parte della classe D i dispositivi di ancoraggio che utilizzano rotaie di ancoraggio rigide orizzontali.

Presso i punti vendita Rota Commerciale di Ponte San Pietro e Brembate di Sopra, troverete tutto l'occorrente per la sicurezza sul cantiere nonché la giusta soluzione di sistemi anticaduta e dpi .

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I sistemi di anticaduta. Le generalità

I sistemi di anticaduta. Suggerimenti e indicazioni sul corretto utilizzo dei DPI

I lavori in quota possono esporre i lavoratori a rischi particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza, in particolare a rischi di caduta dall’alto e altri gravi infortuni sul lavoro, che rappresentano una percentuale elevata del numero di infortuni, sopratutto mortali. Il miglioramento della sicurezza , dell’igiene e della salute sul luogo di lavoro è un obbiettivo essenziale sia a livello europeo che nazionale. Di fatto negli ultimi anni direttive europee e disposizioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali hanno disciplinato  e regolamentato nazionali per il cui il conseguimento di questi obbiettivi (le più recenti: UNI EN 795 – Protezione contro le cadute dall’alto- Dispositivi di ancoraggio- Requisiti e prove; D-Lgs 2 gennaio 1997, n.10- Attiazione delle direttive 93/68/CEE e 96/58/CEE relative ai Dispositivi di protezione Individuale).

Le Generalità

I sistemi di anticaduta non hanno come l’obbiettivo quello di impedire una caduta ma di arrestarla nel più breve tempo possibile, cercando di arrecare meno danni alla persona. Sono infatti esclusiavamente le protezioni collettive o parapetto ad aver lo scopo di evitare la caduta.

Per tale motivo sono considerati DPI (Dispositivi di protezione Individuale) solamente quelli portatili e non quelli ancorati permanentemente alla struttura.

Con il termine sistemi di anticaduta si intende l’unione di 3 DPI,  in quanto un DPI preso singolarmente non è in  grado di fornire tale protezione.

Soprattutto essenziali in un sistema di anticaduta sono:

1. Un robusto punto d’ancoraggio con resistenza pari almeno a 10 kN (circa 1000 Kg)

2. Un mezzo di collegamento tra ancoraggio e imbracatura.

3. Un imbracatura idonea.

E’ infatti molto importante sapere che prima di utilizzare qualsiasi sistema di protezione individuale a prevenzione di infortuni, occorre verificare l’effettivo bisogno di idonei mezzi. Soprattutto in relazione al luogo di lavoro e alle modalità di impiego.

Inoltre è importante ricordare la formazione circa le modalità e l’utilizzo dei DPI è obbligatoria per tutti i lavoratori.

Le indicazione fornite in questo articolo non sono assolutamente esaustive e hanno solo lo scopo di dare una informazione generale sull’argomento.

Ricordiamo anche  che tutti i componenti del sistema anticaduta devono essere marcati CE in conformità alla direttiva 89/686 ad esclusione del punto d’ancoraggio fisso, ed essere accertati da un laboratorio certificato. Quindi sul DPI devono risultare le seguenti marcature: – CE -N° LOTTO – N° SERIE – PRODUTTORE.